Esodo 2:14

11 Versetti 11-15

Mosè fece sua la causa del popolo di Dio coraggiosamente. È chiaro, come si legge in Ebrei 11, che questo è stato fatto in fede, con lo scopo di diffondere l'onore, la ricchezza e la celebrità del suo stato tra gli egiziani. Per grazia di Dio egli fu un discepolo della fede in Cristo, cosa che va ben al di là del mondo. Egli si applicò in modo non solo da rischiare tutto ma anche di soffrire per il suo scopo sapendo che Israele era il popolo di Dio. Per dispensa speciale del Cielo, che non ammette altre eccezioni, Mosè uccise un egiziano e salvò un ebreo oppresso. Inoltre cercò di far cessare una lite tra due ebrei. Il rimprovero di Mosè può ancora oggi essere valido. Possiamo certamente applicarlo a coloro, che, fomentando discussioni feroci, dividono e indeboliscono la chiesa di Cristo? Essi dimenticano di essere fratelli. Colui che fece il male litigò con Mosè. È un segno di colpevolezza arrabbiarsi per essere rimproverati. Gli uomini non sanno cosa fanno, né quali nemici diventano a sé stessi quando rifiutano e resistono ai rimproveri e ammonimenti dei fedeli. Mosè avrebbe potuto pensare che se questo era lo spirito degli ebrei sarebbe stato meglio essere il figlio della figlia di Faraone. Dobbiamo pertanto fare attenzione a comportarci diversamente da coloro che per follia e malvagità osano pure dichiararsi religiosi. Mosè fu costretto a fuggire nella terra di Madian. Dio pianificò tutto questo per i suoi fini saggi e santi.

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